La Comunione dei santi: tutti nella stessa cordata

Siamo una sola cosa.

No. Gesù non è tornato solo presso il Padre. Primo della cordata, ha condotto con sé una moltitudine, davanti allo stupore degli angeli. Li presenta con gioia al Padre: “Eccoli i miei fratelli di carne e di sangue. I figli nati dalle mie lacrime e dal tuo perdono. Vedi come sono belli, della mia stessa bellezza”.
Separare i santi da Gesù è come mutilare il Suo Corpo. Relegarli nell’ombra è appannare la sua gloria. Separarci da loro è condannarci alla disperazione.
Il Corpo di Gesù è il luogo della Sua Gloria; ma il Corpo di Gesù siamo noi, quindi la “Gloria di Dio è l’uomo vivente” come diceva sant’Ireneo.
Di fatto non possiamo rendere grazie a Dio se non nella “Comunione dei Santi”. Infatti nella perdizione ognuno va per conto suo – scrive il pensatore russo A. Chomiakov – ma in Paradiso si va solo insieme con tutti i fedeli. Non a caso Padre Pio soleva ripetere: “Quando sarò con Gesù aspetterò sull’atrio del Paradiso fino a quando saranno entrati tutti i miei figli spirituali”.
La Comunione dei santi è per la nostra Chiesa un presupposto fondamentale. E’ stato San Paolo a fare questa bellissima scoperta del Corpo mistico. 
Scrive così nella lettera ai Corinzi: “Come infatti il corpo, pur essendo uno, ha molte membra e tutte le membra, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche Cristo. Ora il corpo non risulta di un membro solo, ma di molte membra.
Se il piede dicesse: "Poiché io non sono mano, non appartengo al corpo", non per questo non farebbe più parte del corpo. E se l'orecchio dicesse: "Poiché io non sono occhio, non appartengo al corpo", non per questo non farebbe più parte del corpo. Se il corpo fosse tutto occhio, dove sarebbe l'udito? Se fosse tutto udito, dove l'odorato?
Ora, invece, Dio ha disposto le membra in modo distinto nel corpo, come egli ha voluto.
Anzi quelle membra del corpo che sembrano più deboli sono più necessarie; e quelle parti del corpo che riteniamo meno onorevoli le circondiamo di maggior rispetto, e quelle indecorose sono trattate con maggior decenza, mentre quelle decenti non ne hanno bisogno. Ma Dio ha composto il corpo, conferendo maggior onore a ciò che ne mancava, perché non vi fosse disunione nel corpo, ma anzi le varie membra avessero cura le une delle altre. 
 “Quindi se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui. Ora voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte”
Allora i santi sono tutti uniti fra di loro invisibilmente, ma realmente. Tutti formano lo stesso giardino, tutti suonano la stessa sinfonia.

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